Il Giustino

Il Giustino

a cura di

pp. 256, 1° ed.
9788829795604
Il Giustino è l’unica opera di Carlo Goldoni per la quale ci sia giunto il manoscritto autografo. Ma, curiosamente, è anche l’unico lavoro di cui l’autore non fa menzione nei suoi scritti autobiografici. Difficile quindi ricostruire le date di composizione e prima rappresentazione di questa tragicommedia. Gli unici dati certi dicono che fu scritta per la compagnia del Teatro di San Samuele e che a interpretare il ruolo principale fu Antonio Vitalba, come testimoniato in una lettera da lui indirizzata, molto tempo dopo, a Francesco Vendramin. Nonostante tutto, è possibile collocare la prima rappresentazione del Giustino nella stagione 1737-1738 e, sebbene l’opera non possa essere considerata tra i capolavori di Goldoni, tuttavia dovette suscitare qualche interesse tra gli spettatori, se è vero che negli archivi rimane testimonianza di sue rappresentazioni anche negli anni successivi. L’opera narra la storia dell’ascesa al trono di Giustino I il quale, nello spazio di un solo giorno, da umile contadino diviene imperatore d’Oriente. Ispirata a un libretto secentesco di Nicolò Beregan, la tragicommedia si scosta dalla realtà storica, seppure quasi tutti i suoi protagonisti trovino riscontro in altrettanti personaggi vissuti nella prima metà del VI secolo.

Autore

Le numerose edizioni settecentesche che s’intersecano l’una con l’altra, la mancanza degli autografi e la vastità dell’impresa di fronte alle cento e più commedie, alle decine di melodrammi giocosi, di drammi per musica e di altri componimenti teatrali, cui si affiancano poesie, prose amplissime di memoria e un cospicuo epistolario, hanno impedito fino ad ora che si affrontasse la questione dell’edizione critica delle opere di Carlo Goldoni. La cultura italiana e internazionale si era rassegnata e accomodata all’ombra della grande, meritoria fatica di Giuseppe Ortolani iniziata nei primi anni del secolo, senza, tuttavia, un chiaro progetto e senza precisi criteri filologici. Alla base di questa edizione nazionale vi è stata una preliminare indagine sulle stampe volute dall’autore dal 1750 agli anni ultimi della sua lunga vita al fine di determinare, opera per opera, i diversi stadi del testo. Da qui la presenza di un ricco apparato di varianti che illustra l’evoluzione della singola opera fino al momento in cui l’autore non impone ad essa una fisionomia definitiva. Consegnati al teatro, i testi, che erano nati per esso, riprenderanno immediatamente il loro cammino nella continua e molteplice dinamica dell’interpretazione che qui viene di volta in volta ricostruita nelle pagine dedicate alla fortuna.